Simply

domenica 19 luglio 2015

Spasibo e Dasvidania, Scene dal precariato lavorativo

Ogni giorno all'headquarter ne capitava una, era incredibile, sembrava il pozzo di San Patrizio, buttavi giù il secchio e ne cavavi sempre qualcosa. Tutti gli ospiti di Charlie erano dei personaggi o per lo meno, erano attori inconsapevoli di un teatro dei burattini, un po' come le storie dei pupi siciliani, così coinvolgenti e passionali.

Di solito Zoe aveva la pausa pranzo intorno alle 12:30, perchè alle 14:30 il desk doveva comunque essere coperto, così Zoe e la collega si alternavano. Zoe aveva un ottimo feeling con lo staff di Re Sugo, e le riservavano sempre un bel tavolinetto in veranda, alla fresca ombra del gazebo, da cui si poteva ammirare tutto il golfo, l'azzurro del mare, la piscina, e relativi ospiti. 

Quel giorno, Zoe era tutta intenta a leggere il menù propostole da Re Sugo, e pregustava già un bel piatto di gamberoni all'orientale con un bel bicchiere di vino bianco, ma la sua attenzione fu ben presto attratta dagli ospiti di Charlie che avevano occupato un tavolo proprio vicino al suo. 
Uno degli ospiti,  aveva un grave difetto alla spina dorsale ed era costretto a camminare con delle stampelle poiché non poteva utilizzare le gambe, Zoe ricordava che i genitori lo accompagnavano sempre proprio per questo suo grave handicap, e, data la loro età avanzata avevano preso una badante che potesse aiutarlo, i due anziani coniugi però, erano scomparsi e il loro figlio era rimasto con la badante. 

Al tavolo appunto stavano la badante, che strano ma vero, era diventata la consorte, una giovane e formosa ragazza russa, appariscente come solo il gusto kitsch dei russi sa esserlo, e i fratelli di lei, Sacha e Tasha, due facce da forca, sicuramente appartenenti alla mafia russa che non parlavano se non uno stentatissimo italiano. Il quartetto era arrivato su una Mercedes decapottabile, si era fermato al desk per una formale identificazione, fra un grugnito e un altro di consorte e cognati, e poi erano saliti al piano superiore. Mangiarono a quattro palmenti, festeggiando le trippe e rattoppando lo stomaco, attaccando sughi, macinando a ganasce spalancate, e bevendo fiumi di vino e champagne. Ogni tanto parlottavano, mettendo insieme frasi sconnesse la cui costruzione sintattica rimase un mistero per Zoe. 

Alla fine del pasto, il nostro ospite tirò fuori un astuccio di velluto che consegnò al cognato Sacha,  augurandogli un felice compleanno. Sacha senza nemmeno ringraziare, aprì l'astuccio nel quale trovò delle chiavi, che risultarono essere le chiavi di uno scooter potente. Ci fu un brindisi, ma la nostra badante ebbe da ridire. "Perché tu fatto regalo lui? Anche io voglia regalo!" Il nostro "succubo", rimase sorpreso dalla richiesta della neo mogliettina e con tenerezza le spiegò: " Ma tesoro, ti ho promesso che andremo a fare un bel viaggio, oggi è il compleanno di tuo fratello, e questo è il regalo che gli abbiamo fatto, festeggiamo lui". Ma pensate che alla signora piacque questa giustificazione? No! E infatti con aria imbronciata replicò: " Ya voglia podarok! Da potomu, lui sì , a me menya?" (Anche io voglio un regalo, perchè a lui sì e a  me no?)

"Amore mio" - le rispose il povero cenerentolo - " sii comprensiva, avrai un bellissimo regalo per il tuo compleanno, il viaggio, ma oggi festeggiamo Sacha, è il suo giorno".
Non c'era verso, la signora di Siberia non ne voleva sapere e siccome il suo malmesso marito non capiva, lei glielo spiegò a chiare note, informando anche Zoe e presenti tutti.
" Tu fa regalo me, io voglia podarok, io stata con te stanotte!"

Un agghiacciante silenzio si materializzò per tutta la veranda del ristorante, Zoe tracannò il vino con un solo sorso e si affrettò al bar per un corroborante caffè,  anzi meglio un bicchierino di grappa di moscato, le sarebbe servito a digerire quello che le sue orecchie avevano appena udito ( o forse per un istante desiderò essere sorda...).
Scese al desk, ancora devastata, e con una specie di risolino ebete sulle labbra, ora capiva come certe donne diventavano ricche essendo già naturalmente stronze: spasibo e dasvidania!




2 commenti:

  1. Ciao, piacere di Conoscerti, mi chiamo Giuseppe Santoro e gestisco il blog cervelliamo.
    Ti piacerebbe scrivere e guadagnare con noi?

    Vantaggi:
    1) Tutto libero e gratuito, piena autonomia e libertà di scrittura.
    2) Blog ben avviato e ben indicizzato (appena pubblichi un articolo è già presente nei motori).
    3) Migliaia di fan nei vari social network che leggeranno quello che scrivi (visite assicurate) oltre che presenza in google news.
    4) Formazione gratuita per scrivere articoli di qualità nel minor tempo possibile, restare costantemente aggiornato sui tuoi argomenti per informare i tuoi lettori, indirizzamento verso argomenti più di tendenza nella rete che potranno farti guadagnare meglio.
    5) Conoscerai gli altri amici che scrivono nel blog quindi progetto sociale dove si discute e si migliora ogni giorno.

    Svantaggi:
    Nessuno

    Cosa Aspetti?
    Dai un'occhiata al blog
    http://cervelliamo.blogspot.com
    Contattami al mio profilo facebook
    http://www.facebook.com/cervelliam0

    Saluti
    G.S

    RispondiElimina
  2. Trovo davvero questa storia esilarante! Provo ad immaginare di essere una mosca ed osservare tutto dall'alto per gustare il tutto in maniera inverosimile...scrivi con l'eleganza degna di una farfalla, ed esprimi i tuoi stati d'animo in maniera quasi reale al punto tale che pare persino udire le urla di Charlie...brava oltre ogni limite!

    RispondiElimina

Qualunque sia la modalità che vi ha portato su questa paginetta, vi invito a restare e a leggere i miei racconti e le mie poesie.
Cerco di comunicare tutta me stessa e spero che le mie emozioni arrivino anche a voi.
Lasciate traccia del vostro passaggio, un commento o anche solo una parola, sapere che anche una frase o un solo verso vi ha lasciato qualcosa significherà aver toccato le corde del vostro cuore.
Buona lettura,
Silvia

Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.