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venerdì 8 luglio 2016

Succhi benefici: aloe cocktails

Succhi benefici: aloe cocktails, una salutare alternativa ai soliti succhi che, grazie alla presenza di questa portentosa pianta contribuiscono al nostro benessere per le sue ormai indiscutibili doti disintossicanti e molto altro ancora.


Che l'Aloe vera sia una panacea per tantissimi disturbi è ormai assodato, il suo succo infatti fa bene a tutto il corpo proprio per i nutrienti di cui è composto. Non solo è un disintossicante, stimola il sistema immunitario aiutandoci così a difenderci da virus e batteri ed un ottimo antinfiammatorio. Tra l'altro è un buon coagulante del sangue, fa bene ai denti e ai capelli e come si sa è un ottimo integratore alimentare.


Ormai il succo di aloe vera lo si trova con facilità, ma come sempre è bene assicurarsi che sia polpa liquida al 100% e soprattutto che non sia diluito. Ciò che ne determina le qualità è il fatto che la lavorazione della polpa deve essere fatta e stabilizzata a freddo e questo perché il calore comprometterebbe i principi attivi della pianta. Dato che l'aloe contiene contiene aloina, sostanza amara e purgante, essa viene eliminata.  L'aloe è multitasking, e con essa si possono preparare anche dei buonissimi cocktails assai adatti al periodo estivo, buoni e rinfrescanti. Vediamone alcuni.

Arancia, fragole e aloe: non solo buono per il palato ma ottimo da punto di vista del contenuto di vitamica C.
Succo di pompelmo, sciroppo di granatina e aloe: se desiderate un sapore un po' diverso, forte e secco.
Lamponi e aloe: un frullato depurativo

Ovviamente dovete dare spazio alla fantasia e provare anche con ananas, melograno, anguria, persino menta: quindi lasciatevi ispirare e cominciate a tenere questo portentoso succo nel frigo.

lunedì 20 giugno 2016

Estate: conservare frutta e verdura senza sprechi

Estate: conservare frutta e verdura senza sprechi può sembrare logico e banale, ma bisogna prestare attenzione e con qualche piccolo trucco possiamo allungare la durata di frutta e verdura ed evitare quegli sprechi in più che il caldo facilita.


Come mantenere frutta e verdura freschi il più a lungo possibile durante la calda stagione estiva ed evitare inutili sprechi? Intanto dobbiamo imparare ad usare correttamente i ripiani del frigorifero e poi usare al meglio la nostra dispensa.


Frigorifero: come sappiamo ogni ripiano o cassetto del frigo (e lo si vede bene anche dalla simbologia impressa sopra) sono destinati ad alimenti specifici. La temperatura interna del frigo è diversa da ripiano a ripiano e varia dai  4°C, 2°C del ripiano più basso ai 10°C dei cassetti, ideali per ospitare frutta e verdura. Usiamo quindi un criterio logico, riponiamo la frutta e la verdura negli appositi cassetti, e, nel caso siano pieni la frutta e la verdura vanno riposte sui ripiani stando attenti a non posizionare gli ortaggi troppo vicino alla parete posteriore, evitando temperature troppo basse che rischierebbero di rovinarne le proprietà.

Sacchetti di carta: evitate i sacchetti di plastica, poichè favoriscono l'umidità e il deterioramento dei cibi. Usate piuttosto i sacchetti di carta, perchè favoriscono la circolazione dell'aria e sono riciclabili.

Fresco e buio per le patate:  la luce favorisce nelle patate la fotosintesi (che le fa diventare verdi e amare) e le temperature da temere sono il troppo freddo e il troppo caldo, ideale una temperatura tra i 6° e gli 8° C. Per evitare che germoglino, tenerle lontane dalle cipolle e dai frutti che producono etilene come banane, kiwi o pesche.

Asparagi:  in un mazzo, in piedi e immersi in pochi centimetri d’acqua. Abbiate l'accortezza di incidere con un coltellino la parte finale più dura. Attenzione però a non bagnarne le punte, che devono rimanere asciutte per una perfetta conservazione.

Rucola:  si mantiene in frigorifero per pochi giorni. Può essere conservata con il gambo immerso in acqua fresca oppure, se le ha ancora, con le radici avvolte in un foglio di carta inumidito.

Pomodoro: si mantengono meglio se conservati a temperatura ambiente, il fresco del frigo interrompe il processo di maturazione che conferisce al pomodoro il suo caratteristico sapore e la sua consistenza.

Aglio e cipolla: andrebbero conservati al buio, in un locale fresco e ben aerato per evitarne la germogliazione. L’ideale sarebbe poterli appendere a qualche centimetro di distanza l’uno dall’altro, mantenendoli così asciutti e saporiti.

Ciliegie: per conservarle più a lungo, privatele del picciolo, ed eventualmente  denocciolatele adagiandole su un tagliere e con l’aiuto di un coltello. Per evitare poi che le ciliegie perdano colore, basterà immergerle in una ciotola con del succo di limone.

Fragole:  immergerle in una soluzione composta da 10 parti di acqua e 1 di aceto di mele, purificandole dai batteri che ne causano il deterioramento.

Mele: sarebbe opportuno sistemare le mele all’interno di cassette di legno o di cartone ondulato, ben distanziate fra loro, coperte da un vecchio lenzuolo che le protegga da insetti e impurità ma lasci circolare l’aria. Va prestata massima attenzione alle mele marce: ne basta una per intaccare tutta la scorta.


giovedì 12 maggio 2016

Le qualità benefiche delle Ciliegie

Le qualità benefiche delle Ciliegie sono davvero tante, e nel periodo in cui le troviamo in abbondanza, dobbiamo assolutamente farne scorta e darci bel tempo a mangiarle. Vediamo insieme perché.


La frutta che preferisco di più in assoluto è quella estiva, saranno i colori che mi catturano, quasi mi incantano, saranno i sapori dolci, insomma  mi attira in maniera incredibile.
Tra i frutti di questa meravigliosa e rigogliosa stagione le ciliegie occupano un posto speciale nel mio cuore e anche nel mio palato.  Sono vermiglie, succose e dolci e i loro benefici molteplici.

Vi confesso che ho la gran fortuna di poter gustare le mie amate ciliegie direttamente cogliendole dall'albero, i cui rami si piegano generosi verso di me: basta che allunghi una mano e la ciliegia mi cade direttamente in bocca. Ma cosa hanno di tanto particolare le ciliegie? Sono ricche di vitamine, fra cui  vitamina AC e vitamine del gruppo B. Sono un'ottima fonte di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo e  contengono oligoelementi importanti, con particolare riferimento a rame, zinco, manganese e cobalto.

Per chi ancora non lo sapesse, le ciliegie contengono melatonina naturale, una sostanza che favorisce il sonno, e naturalmente sono fonte di antiossidanti, che aiutano il nostro organismo a contrastare l'invecchiamento provocato dai radicali liberi. Gli antiossidanti delle ciliegie sono le antocianine, contenute soprattutto nella visciola (una varietà  selvatica da cui si ottiene una marmellata buonissima). Fra le particolarità delle ciliege si annoverano anche proprietà depurative, remineralizzanti ed energetiche, ad esempio favoriscono la depurazione del fegato e a regolare la sua attività.

Tra l'altro le ciliegie favoriscono la diuresi e sono leggermente lassative. Proprio per il loro contenuto equilibrato di sali minerali e vitamine aiutano a ricaricare l'organismo di energia e di sostanze nutritive utili. Quindi in caso di stress e spossatezza meglio farne una buona scorpacciata. 25 ciliegie al giorno, consumate al mattino, dopo il digiuno notturno, aiutano la depurazione se il loro consumo è accompagnato una buona quantità di acqua.

Per chi pratica sport e per coloro che sono sempre in movimento il consumo di ciliege e il succo di ciliegia è un vero toccasana secondo gli studi più recenti. Il succo di ciliegia è infatti non solo energetico, ma antinfiammatorio e di aiuto per la salute del cuore, soprattutto grazie alla ricchezza di antiossidanti del frutto e del suo succo. Dato che le ciliegie, contengono molto potassio, aiutano ad abbassare la pressione del sangue contribuendo a bilanciare l'eccesso di sodio nell'organismo.

Naturalmente le ciliegie vengono utilizzate per la preparazione di composte, conserve, sciroppi, liquori, frutta sciroppata, gelati, yogurt e dolci di vario genere. Ma anche la cosmesi utilizza le ciliegie, infatti la loro polpa viene talvolta impiegata per la preparazione di maschere di bellezza dall'azione astringente e rinfrescante.  Il consumo di ciliegie non presenta controindicazioni particolari. Anche  i diabetici possono beneficiare delle proprietà delle ciliegie, perchè lo zucchero in esse contenuto, il levulosio, non provoca danni. In caso di dubbio però, sulla base del tipo di diabete e del proprio stato di salute, il consiglio è sempre di consultare il proprio medico.

venerdì 6 maggio 2016

La Dieta Portfolio per colesterolo e linea

La Dieta Portfolio per colesterolo e linea è stata studiata per combinare due risultati importanti: contrastare il colesterolo e mantenere la linea vediamo cosa è e come funziona. 


Tutti noi stiamo attenti alla linea, cercando di mantenere, a volte con molta fatica, il nostro peso forma, privandoci di molti cibi a noi graditi. In questi ultimi anni di diete miracolose ne sono state proposte davvero tante, ma ne converrete che i risultati sperati spesso non sono arrivati, anzi i chili di troppo sono stati ripresi e spesso sono anche aumentati. Oggi però si fa strada una nuova dieta, nata all'inizio degli anni 2000 e messa a punto dal prof. Jenkins, nutrizionista dell'Università di Toronto: la dieta Portfolio, nata in primis per curare l'ipercolesterolemia. Questo tipo di dieta si è rivelata particolarmente efficace sia sul colesterolo ma anche sulla linea, come confermato dalla dietologa e nutrizionista dott.ssa Foucaut.   “Oggigiorno conosciamo gli effetti delle fibre e degli alimenti ricchi di fitosteroli sul colesterolo, e questa dieta permette di far scendere il colesterolo LDL (cattivo) selezionando gli alimenti adatti a una dieta equilibrata”, spiega la dott.ssa Foucaut.


La scelta degli alimenti ricade su quelli maggiormente ricchi di fibre solubili e fitosteroli (presenti nei vegetali), oltre ai grassi buoni e alle carni magre. I fitosteroli sono composti lipidici necessari alle cellule.Ciò che distingue la dieta Portfolio è che non si perde il alto piacevole del cibo, perchè praticamente bisogna mangiare alimenti ricchi di fibre (frutta, verdura, cereali integrali), legumi (ceci, lenticchie, fagioli) e sostituire la carne rossa con pesce e carni bianche.  Sintetizzando:

-Mangiare verdura + frutta a ogni pasto 
-Privilegiare il pesce alla carne 
-Sostituire le carni rosse con le carni bianche 
-Sostituire la pasta con le lenticchie o i piselli 
-Sostituire il burro con l’olio d’oliva 
-A fine pasto, niente dolci, meglio un frutto o un po’ di macedonia
-Sgranocchiare alcune mandorle quando si sente un languorino fuori pasto, una ventina al giorno
-O se la fame proprio si fa sentire, fare merenda con due quadratini di cioccolato fondente al 70% e un frutto

Come dimostrato da una ricerca condotta dal Prof. Jenkins, è stato evidenziato un abbassamento del colesterolo LDL compreso tra il 28 e il 35% tra i partecipanti che avevano seguito la dieta Portfolio, risultati paragonabili a quelli ottenuti dai pazienti sotto statine (principali medicinali anti-colesterolo).

Da notare che questo tipo di regime alimentare non danneggia assolutamente il colesterolo buono, poi ha una effetto anti fame perchè le fibre solubili si gonfiano nello stomaco dando una sensazione di sazietà. Questa dieta inoltre stimola a mangiare alimenti ad indice glicemico basso, quindi risulta più semplice mantenere la linea. E' anche una dieta diversificata che permette di acquisire delle buone abitudini alimentari senza privarsi troppo. Fate attenzione, noteranno perdita di peso quei soggetti che prima di intraprendere questo regime alimentare avevano un'alimentazione scorretta, chi invece segue già un regime alimentare equilibrato e diversificato noterà cali minimi.

Da non dimenticare mai l'attività fisica, che non deve necessariamente essere intensa, i famosi 10000 passi al giorno ad un ritmo mediamente sostenuto saranno un buon complemento. Questo tipo di regime alimentare è particolarmente raccomandato a coloro che soffrono di ipercolesterolemia, e anche a coloro che hanno un'aliementazione squilibrata e vogliono perdere alcuni chili senza riprenderli poi, e questo grazie alle fibre e al loro potere saziante.  Come sempre, la cosa migliore rimane comunque parlare con il proprio medico prima di cominciare.

mercoledì 30 marzo 2016

Fuori pasto o dopo pasto? Quando mangiare la frutta

Che la frutta faccia molto bene è un dato di fatto ormai. Di stagione, buona, sana, ricca di sostanze nutrienti la frutta non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole. Ma quando è meglio consumarla? A fine pasto o fuori pasto? Cerchiamo insieme di dare una logica risposta a questa domanda.

Uno dei dilemmi che più confonde le persone  è quello relativo al consumo di frutta, o meglio, che la frutta sia un toccasana per la salute lo sappiamo tutti, ma è meglio consumarla a fine pasto, come tradizione ci ha insegnato o fuori pasto?  Le teorie sono diverse, anche se recentemente alcuni nutrizionisti consigliano di consumare frutta come spuntino, non durante i pasti.

Fra i motivi che giustificano questa teoria della frutta fuori pasto c'è il fegato, alla base del metabolismo energetico e biochimico del nostro organismo. E' noto che dopo un pasto a base di carboidrati, come pane, pasta, pizza o altri prodotti da forno, il nostro corpo registra un picco di glicemia nel sangue: glucosio e insulina si trasformano principalmente in energia per i muscoli ma, quando sono in eccesso, finiscono nel fegato e vanno a costituire il deposito personale di zuccheri chiamato glicogeno.

Nel momento in cui il glicogeno raggiunge il livello di saturazione, a godere saranno i depositi adiposi del nostro corpo. In pratica, il nostro fegato produrrà grasso. Se ad un pranzo ricco di carboidrati, quindi, si aggiunge la frutta, questa verrà direttamente trasformata in adipe, perché il nostro fegato sarà già sovraccarico di glicogeno e grassi presenti nel pasto appena ingerito.

Altra motivazione per cui si ritiene che la frutta a fine pasto non debba essere consumata è il fatto che questa sarebbe già pronta per essere immediatamente digerita, ma viene trattenuta nello stomaco dalla presenza del pasto precedente: questo sarebbe causa di fermentazione e rallentamento della digestione.

D'altra parte ci sono coloro che sostengono che la frutta si debba mangiare “soprattutto” a fine pasto e i vantaggi sarebbero molteplici: primo, perchè grazie al naturale apporto di vitamina C, migliorerebbe l’assorbimento del ferro presente negli altri vegetali; secondo, sarebbe utile a ripulire la bocca da eventuali residui di cibo; e, inoltre, sarebbe un ottimo sostituto del dolce e contribuire a farci sentire sazi più velocemente.

Concludendo: la frutta è ottima a stomaco vuoto e a fine pasto quando le portate sono a basso contenuto glicemico; risulta, invece, più dannosa che benefica quando abbiamo appena consumato un pasto abbondante ricco di carboidrati e zuccheri.

domenica 27 marzo 2016

HANNO ASSALTATO LA BANCA DI SANTA CRUZ

Ho una passione per i film western di Sergio Leone, li conosco a memoria, battuta per battuta. Non mi stanco mai di vederli e rivederli se ne ho il tempo e la possibilità. 
Ne adoro le colonne sonore, così abilmente composte da Ennio Morricone, adatte ad ogni scena, e profondamente coinvolgenti.

Quando ero ancora una giovane e spensierata ragazza, piena di energie e di fantasia, e andavo selvaggiamente a cavallo, solevo, dopo gli allenamenti in campo con quell'inquisitore del mio istruttore, andare con il mio Lifar a rilassarmi passeggiando in campagna, lungo sentieri collinari, attraverso vigne, campi di girasoli e prati lasciati a maggese. Era come lasciarsi tutto alle spalle, una meditazione naturale, fatta del ritmo dell'andatura del mio cavallo, di luce del sole, di odori, di suoni di campagna, di siepi con i fagiani. Sola con Lifar e i nostri pensieri.

Il suo mantello color rame brillava come oro rosso, e il rumore dei suoi zoccoli sulla terra battuta o sul muschio, un mantra rilassante.
In questo nostro errare senza meta, c'era spazio per il gioco, e per qualche sosta a favore di uno spuntino, a base di frutta staccata dagli alberi (staccare una mela da un albero senza scendere di sella e gustarla insieme al tuo cavallo non ha prezzo), oppure di un riposino sotto una quercia, io con la schiena attaccata al tronco dell'albero e Lifar vicino che assaggiava qualche margheritina.

I nostri giochi erano semplici, a volte approfittavo di una sua distrazione per nascondermi e chiamarlo da dietro un cespuglio, ridacchiando nel vederlo con le orecchie dritte che, seguendo la mia voce, lo portavano al mio nascondiglio. Altre volte gli raccontavo che avremmo potuto avventurarci per un Marlboro Country, e fingerci cacciatori di taglie. Queste storie lo emozionavano, e io facevo finta che i campi da noi attraversati fossero canyons e praterie.

Ma più di ogni altra cosa, mi accorsi che era una frase che lo eccitava tantissimo, e lo faceva galoppare nitrendo allegro. Fu per caso un giorno, mentre eravamo di passaggio su un campo appena mietuto, che gli raccontai appunto la trama del film "Per qualche dollaro in più" di Sergio Leone, e presa dalla foga pronunciai a voce molto alta, una celebre battuta del film: "Hanno assaltato la banca di Santa Cruuuuuzzzz!"

Fu come aver schioccato la lingua, Lifar partì al galoppo con un gran nitrito, e via.....a salvare la banca dai banditi, attraverso quel campo canyon, con il poncho sulle spalle e il cinturone a sinistra (sono mancina io), gli ultimi raggi del sole morente sul viso, e il mio rosso destriero librato nell'aria magica di quella favola.


sabato 13 febbraio 2016

La frutta e la verdura di stagione del mese di Febbraio

Sappiamo quanto sia importante scegliere la frutta e la verdura di stagione per l'alimentazione e per il risparmio, e questo perchè  gli alimenti stagionali hanno un ruolo fondamentale in un’alimentazione che possa definirsi naturale a tutti gli effetti. Il rispetto della stagionalità fa sì che si possa evitare il commercio di quei prodotti alimentari che provengono dall’estero. In questi casi il problema principale è rappresentato da lunghi trasporti, che non fanno altro che accrescere l’inquinamento. Ecco cosa metttere nel carrelo di Febbraio.


Carciofi: ricchi di cinarina, una sostanza aromatica che conferisce il caratteristico sapore amaro. L’organo che più ne beneficia è il fegato, perché vengono favorite la diuresi e la secrezione biliare. In più sono ricchi di potassio e  sali minerali, come il ferro, il sodio, il fosforo e il manganese.

Finocchio: tanto gusto e poche calorie. Dalle proprietà digestive, riesce ad apportare molti benefici in caso di gonfiore addominale. Molto importante è il suo consumo nel caso si soffra di meteorismo, perché questo ortaggio evita la formazione di gas intestinali. Ha ottime proprietà depurative.

Pompelmo:  ricco di fibre e di vitamine, fra le quali dobbiamo ricordare la A, la B e la C. Contiene molti flavonoidi, che sono degli antiossidanti in grado di aiutare il fegato e di prevenire l’insorgere di malattie cardiovascolari. Riesce a stimolare in modo attivo l’apparato digerente.

Kiwi: contiene un’alta percentuale di vitamina C ed è molto utile, quindi, per rafforzare il sistema immunitario. Riesce a tenere sotto controllo il livello di colesterolo e previene l’infarto e l’arteriosclerosi. Ricco di fibre, rappresenta un valido aiuto contro la stitichezza.

Broccoli:  ricchi di molti sali minerali, soprattutto calcio, ferro, fosforo e potassio. Hanno molta fibra alimentare e per questo sono indicati in caso di stipsi. Abbondano di sulforafano, una sostanza che, secondo alcune ricerche scientifiche, impedirebbe la crescita di cellule cancerogene.

Cicoria: ha un potere lassativo e stimola l’attività del pancreas e del fegato. Aiuta a regolare il glucosio e il colesterolo nel sangue e quindi è molto utile per chi soffre di diabete o di colesterolo alto. Stimola la digestione, favorisce il funzionamento della cistifellea, aiuta a combattere la sonnolenza e stimola la concentrazione.

Cachi: energetici, perché contengono in abbondanza zuccheri e potassio. Riescono ad apportare benefici a chi incorre nello stress psicofisico e a chi dimostra un senso di inappetenza. Contenendo zuccheri semplici, che vengono assorbiti facilmente, riescono a fornire energia immediata e per questo sono molto utili nel caso si pratichi un’attività sportiva.

domenica 3 gennaio 2016

Veloce e sana: come fare una colazione senza sprechi

Quasi tutti quando pensano alla colazione vanno con la mente al ghiotto cappuccino con brioche. In effetti il profumo delle brioches calde e la schiuma del cappuccino fanno venire l'acquolina in bocca.  Dal punto di vista della salute però l'apporto di nutrienti pende a favore dei grassi saturi, non vi sono le vitamine fondamentali, gli Omega 3 e gli Omega 6. L'abitudine di consumare alimenti molto dolci, come le brioche, a stomaco vuoto provoca l'innalzamento della glicemia, cioè il famigerato picco glicemico. Quest'ultimo non giova al nostro organismo nel lungo periodo, poichè affatica reni e fegato.


Ci vogliono alimenti a basso indice glicemico, come  yogurt, mele, noci,  più adatti quindi alla colazione. Se ben pensate, brioche e cappuccino di solito si consumano in piedi e  di corsa e questo non è un bene, poichè l'organismo che deve ancora risvegliarsi del tutto, così subisce un brusco risveglio. Va bene la fretta e la capisco, tutti andiamo di fretta, ma per consumare una colazione sana che apporti sazietà e giusto nutrimento basta poco:  spesso manca la voglia, altre volte le idee. Ebbene ora non avrete più scuse, eccone alcune:

1 Evitate solo zuccheri: gli zuccheri semplici come glucosio, alcuni tipi di fruttosio, vanno accompagnati da alimenti a basso indice glicemico. Lo yogurt con il miele è un esempio che ben chiarisce: oppure, pane con la pasta madre, burro e marmellata.
2 Abituatevi all'integrale: le fibre che troviamo nelle preparazioni integrali mantengono la flora intestinale sana, limitano il picco glicemico e aiutano l'intestino ad assimilare l'acqua.
3 Piano e seduti (prendetevi il vostro tempo): la calma e l'accurata masticazione aiutano la digestione e quindi il corretto espletarsi delle funzioni digestive.

Colazione classica: spalmate su una fetta di pane fato con la pasta madre della marmellata o del miele a vostro piacimento.  Potrete poi optare per una tazza di latte di riso con orzo,  una tazzina di caffè biologico allungato con acqua calda, o del tè.


Porridge: il porridge è un piatto tipico dei paesi nordeuropei, un misto di semi e cereale di avena da ammollare e cuocere nel latte (noi consigliamo quello vegetale) e che possiamo arricchire a piacimento: nei negozi di alimentazione biologica si trovano pronti i preparati che non occorre ammollare prima, pratici e di qualità. Dopo averlo cotto per qualche minuto nel latte, il porridge si arricchisce con frutta, mele, banane, pere a seconda della stagione, e semi oleosi come mandorle, nocciole o noci. Si può addolcire poi con un cucchiaino di miele biologico a piacimento.


Frutta e yogurt: uno yogurt classico o di soia, cui aggiungere frutta fresca, secca e un cucchiaino di miele per addolcire e come complemento  una tazza di latte di riso, thè verde o nero, nella quale potrete inzuppare del pane fatto con la pasta madre spalmato di marmellata.


Crema Budwig: conosciuta ormai da tutti, la crema Budwig fa parte del metodo Kousmine.  E' una colazione completa e nutriente. Ecco la ricetta:
- un cucchiaio e mezzo di semi di lino macinati al momento: al loro posto si possono utilizzare semi oleosi come le noci (5 o 6) che hanno un buon rapporto omega 3/omega 6.
- un cucchiaio di cereale bio integrale: avena, grano saraceno, orzo, riso.
- altri semi oleosi (nocciole, mandorle, noci, ecc.)
- mezzo limone, o il succo o il frutto a pezzi
- frutta fresca e secca :  100 gr di banana,  100 gr o più di frutta di stagione
- una manciatina di semi oleosi non tostati (noci, mandorle, nocciole, semi di girasole, ecc., tritati grossolanamente o come preferite)
- yogurt bio vaccino o di soia (125 gr.) o tofu (75 gr) o ricotta magra (100 gr)
Si frulla tutto insieme e si gusta!

lunedì 14 dicembre 2015

Il tè come tonificante: tè alla prugna e litchi

Molti alla frutta sono particolarmente tonificanti, e, fra questi, un posto particolare è quello che si è conquistato il tè alla prugna e litchi. La pianta del litchi è una pianta sempreverde che cresce nella Cina costiera meridionale. Si tratta di un frutto con una polpa trasparente e gelatinosa, il cui succo è dolce e delicato con un lieve retrogusto acre.


E' un alimento ad alto valore energetico, poichè contiene vitamine, proteine e glucosio, tanto che il litchi è particolarmente adatto per la cura degli stati di disidratazione, stress e nervosismo. Inoltre elimina sete e fatica. Per il tè tonificante in cui il litchi è ingrediente principe vi occorrono:

tè verde; 1 litchi fresco; 1 prugna secca; 1 sottile fetta di zenzero; 1 piccolo cristallo di zucchero; 430 ml di acqua

Procedete così: tagliate la prugna a metà e rimuovete il nocciolo, sbucciate il litchi e rimuovete il nocciolo. Disponete quindi nella teiera prugna, litchi, zenzero e cristallo di zucchero insieme alle foglie di tè prima di versarvi l'acqua dal bollitore, mescolare con rapidità e chiudere la teiera con il coperchio. Lasciate riposare per 2 o 3 minuti prima di bere.

Ricordate che dopo la degustazione di questo tè, per avere un effetto ancor più stimolante, si può mangiare la frutta o fare una seconda infusione. Esiste anche una variante di questo tè che usa il longan, di cui ho parlato qualche giorno fa.


lunedì 24 agosto 2015

Pancia piatta? Occhio alle intolleranze alimentari, gli aiuti della natura

Vediamo oggi quali sono i principi naturali che possono risolvere disbiosi e intolleranze alimentari come accennato ieri a proposito delle quattro mosse da fare e cioè: favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi a ciò preposti, evitare gli alimenti che determinano disbiosi e conseguente intestino "colabrodo", prediligere una dieta che favorisca l'eubiosi intestinale e il giusto apporto di nutrienti.

1) Ripristinare l'integrità intestinale si può, e risultati straordinari sono garantiti dall'associazione di Estratto di semi di pompelmo (GSE), Agar Agar, Centella. Il GSE esercita sulla mucosa un'azione protettiva e riparatrice delle lesioni, stimolando i naturali processi di guarigione, l'Agar Agar, ricchissimo di mucillagini, ha spiccate proprietà antinfiammatorie e lenitive della mucosa. Completa l'opera la Centella, la cui attività cicatrizzante e di stimolo alla produzione di collagene, costituisce una garanzia in più al raggiungimento dell'obiettivo.

2) Ottimizzare il terreno intestinale e migliorare il metabolismo, fondamentale sempre il GSE, noto pulitore selettivo intestinale (agisce contro i patogeni che aggrediscono la mucosa intestinale senza intaccare la microflora fisiologica). Indispensabile l'apporto di Maltodestrine fermentate per la demolizione degli alimenti, e della Curcuma, nota per le proprietà antimicrobiche e digestive

3) Favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi a ciò preposti: si realizza con il Cardo mariano, la Curcuma,  efficaci epatoprotettori ed epatodepuratori (la Curcuma esplica inoltre un'importante attività antinfiammatoria  sistemica), e la Solidagine, favorente la depurazione renale

4) Evitare le categorie di alimenti che alterano la permeabilità intestinale, favorire l'eubiosi  ed il giusto apporto di nutrienti: ciò si realizza limitando cibi come latte e derivati, carne e zuccheri, responsabili di innescare la problematica, e privilegiando invece alimenti benefici per la salute dell'intestino e dell'organismo intero. In particolare: frutta e ortaggi di stagione, proteine vegetali (legumi, tofu..); cereali integrali (riso, mais, kamut, farro) e pseudo cereali (quinoa, amaranto, grano saraceno, miglio); semi oleaginosi (mandorle, noci, semi di lino), preziose fonti di acidi grassi polinsaturi. Per quanto riguarda il pesce sono da preferire quelli di taglia piccola, per evitare la contaminazione da mercurio, e di mare aperto, evitate quelli di allevamento cui vengono dati molti antibiotici.


lunedì 15 giugno 2015

Come preparare la marmellata senza zucchero: buona e genuina

Amo moltissimo la marmellata fatta in casa, buona e genuina, da spalmare su fette biscottate fragranti o su pane nero abbrustolito. Ciò che non amo invece è la gran quantità di zucchero che solitamente viene unito alla frutta. Esiste però un metodo attraverso cui si può fare un'ottima marmellata senza zucchero, ancor più genuina, e che ci permette di non far uso degli addensanti artificiali, sfruttando solamente gli zuccheri naturali della frutta


Fra l'altro, questo metodo comporta anche un ulteriore vantaggio: permette di usare quella frutta che rischia di essere gettata perchè troppo matura: la frutta molto matura infatti è molto zuccherina. Se invece la frutta non è eccessivamente matura, basterà aggiungere ogni 500 grammi di frutta, una mela che grazie al contenuto di pectina  naturale darà una consistenza densa e cremosa alla marmellata, addolcendola quanto basta perché non risulti aspra.


Per preparare questo tipo di marmellata è bene orientarsi su albicocche, pesche, pere, mele cotogne, fragole, mele e uva sultanina. Non dimenticate che per personalizzare la vostra marmellata potete aggiungere cannella, zenzero, liquirizia o peperoncino. E ora veniamo al procedimento, vi occorreranno: 500 grammi di frutta molto matura, mezzo bicchiere di acqua tiepida, 1 mela tagliata a pezzetti, il succo di mezzo limone, 1 cucchiaino di spezie, come cannella (ottima per la marmellata di pere, uva sultanina, mele), zenzero (pere), semi di chia macinati (fragole), barattoli in vetro per la conservazione della marmellata

Procedimento:  lavare con cura la frutta, eliminando le parti che hanno iniziato a scurirsi, tagliarla a tocchetti e lasciarla macerare per circa un’ora in una ciotola aggiungendo il succo di limone e la mela tagliata a fettine. Porre poi gli ingredienti in una pentola dai bordi alti e far cuocere a fuoco basso per 45 minuti, unendo a poco a poco il mezzo bicchiere di acqua e le spezie che avete scelto. Mescolare di tanto in tanto con un cucchiaio di legno e, arrivati al termine della cottura della frutta, usate un frullatore ad immersione per ottenere una marmellata più omogenea. Versare la marmellata ancora bollente direttamente nei barattoli e chiudeteli immediatamente.

Ricordate che i barattoli in vetro ed i loro coperchi necessitano di sterilizzazione in acqua bollente. Ma prima di questa operazione dovete comunque lavarli bene e asciugarli.  La sterilizzazione è necessaria per evitare la formazione di muffe durante la conservazione delle marmellate. Una volta versata la marmellata nel barattolo, chiudere il coperchio, rovesciare il barattolo e lasciarlo in questa posizione per 48 ore. La marmellata, una volta trasferita in un luogo fresco e asciutto, si manterrà senza problemi per circa 3 mesi. Una volta aperti i barattoli invece, si consiglia di conservare la marmellata in frigo e di consumarla entro una settimana.


mercoledì 13 maggio 2015

Maggio: un pieno di salute con verdura e frutta di stagione

Oggi parliamo della verdura e della frutta che il mese di Maggio ci offre, quella di stagione in sostanza, e lo sottlineo, perchè come ormai sappiamo, favorire i prodotti di stagione e se possibile nostrali, riduce il prezzo, migliora la qualità, abbatte i consumi energetici legati alle coltivazioni in serra. Ne trarrà vantaggio il gusto, la maturazione naturale e, dato che i prodotti di stagione non devono subire una crescita forzata, non saranno usati pesticidi. E non è tutto, i prodotti di stagione aiutano non poco la nostra salute perchè ogni prodotto conterrà il giusto apporto di vitamine, sali minerali, calorie e proprietà nutrizionali.  


Per quanto concerne le verdure, Maggio ci regala una notevole varietà:
Asparagi: ricchi di sali minerali, fra cui il potassio,  vitamina C, vitamine del gruppo B,  vitamina A e vitamina E. Depurano l’organismo grazie alle loro proprietà drenanti, hanno inoltre un ridotto apporto calorico. Attenzione però al contentuto di acidi urici, poichè un eccessivo consumo potrebbe aggravare problemi quali gotta, calcolosi renale e cistiti.

Cicoria: depurante, contiene sali minerali e vitamine B, C e K. Disintossica il fegato grazie al contenuto di sostanze amare presenti in essa. Grazie all’elevato contenuto di fibra è utile nei casi di stipsi.

Fave: sono dei legumi, come piselli, lenticchie, ceci e fagioli. Fonte di vitamine, sali minerali, tra cui il ferro, e proteine vegetali. Per l’elevato contenuto in fibra aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo. E’ importante ricordare che le fave, così come gli altri legumi, non sono da considerarsi come un contorno, ma una pietanza da utilizzare o come piatto unico, unito ai cereali, o in sostituzione di carne, pesce ecc…

E poi non dimentichiamici di:  lattuga,  rucola,  indivia,  radicchio,  spinaci, barbabietole,  piselli,     patate novelle,  carciofi,  broccoli

E ora la frutta dai mille colori di questo mese ricca di tante sostanze benefiche:
Fragole: ricche di vitamine C, E, B e K povere in sali minerali. Modesto il contenuto di fibra,  forniscono un ridotto apporto calorico. Svolgono un’azione antiossidante, drenante e rimineralizzante sull’organismo.

Nespole: ricche di vitamina C e sali minerali. Regolatrici della funzionalità intestinale. Svolgono un’azione astringente se il frutto viene mangiato ancora acerbo, al contrario un’azione lassativa e diuretuica se maturo.



Ciliegie: conferiscono all’organismo molteplici effetti benefici. Stimolano la diuresi e regolano l’attività intestinale. Sono fonte di Sali minerali quali potassio, calcio e ferro e sono ricche di vitamine A e C.

Nella vostra lista della spesa non dovete in ogni caso dimenticare anche: kiwi,  arance, pere

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