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domenica 28 febbraio 2016

CIBALINO & C.

Ovvero degli asini del Poggio
21 Aprile 2007



Nello splendido agriturismo in cui lavoro, vivono beati tre asini maledettamente furbi.

Nelle ultime due settimane, i miei amici dalle lunghe orecchie, se ne sono andati in giro in lungo e in largo per la struttura, divorando arbusti, fiori, erba fresca e non, fieno, pellet, croccantini per cani e gatti... 

Proprio due giorni fa, mentre ero intenta e concentrata sul mio lavoro d'ufficio, ecco che sento uno strano scalpiccio, seguito dai feroci latrati di Camilla. Corro fuori e in chi mi imbatto? Nei miei amichetti, che sfacciatamente si erano accomodati in veranda (vale a dire sulle mattonelle di cotto) in contemporanea all'arrivo dei clienti per la colazione: TRADIMIENTOOOOO!!!!

Ho afferrato il capofila per la cavezza (o meglio per quello che rimaneva della cavezza) e con modi gentili ho cercato di accompagnarlo nel pratino sottostante, parlandogli in maniera dolce e persuasiva, ma Cibalino (così lo chiamo io) non ne voleva assolutamente sapere, dato che aveva subodorato croissant caldi con granella di zucchero. Abbiamo iniziato un curioso tira e molla, io tiravo da un lato e lui dall'altro, improvvisando un interessante teatrino per la clientela, che, invece di accomodarsi a tavola a fare colazione, se ne stava divertita a godersi lo spettacolo, cosa che ha mandato fuori di testa la governante

Alla fine tirando io da un lato e spingendo la governante dall'altro, siamo riuscite a spostare i gitanti nel giardino, i quali, non paghi di averci fatto sudare le sette camicie, hanno inseguito al piccolo galoppo il nostro chef, che ignaro di ciò che era accaduto, coglieva i carciofi nell'orto. 
Per cercare di dare una parvenza d'ordine allo sfacelo incombente, armata del mio inseparabile telefono portatile e avvalendomi della presenza della fida Camilla, ho seguito i picari nell'orto, anche per assicurarmi che lo chef fosse ancora vivo dopo la carica asinina e cosa vedono i miei occhi?

 I tre moschettieri avevano infilato la testa nella cassapanca in cui tengo gli effetti privati del mio biondo destriero, e tiravano fuori brusca, striglia, coperta invernale...Avevo le lacrime agli occhi: quale mai peccato dovevo scontare con la pena del contrappasso? C'era ormai solo una cosa da fare, avvicinarli alla rotoballa di fieno e parcheggiarli lì per il resto della giornata in attesa di istruzioni dai piani alti. E così a fischi, io avanti e loro dietro e rigorosamente in fila indiana, siamo arrivati alla rotoballa dove, per la pace di tutto lo staff, Cibalino e C. si sono arresi.

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