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venerdì 23 ottobre 2015

In camera caritatis

Questo è un motto di origine medioevale, che come si può notare si può tradurre letteralmente. Ma è naturale che abbia anche un significato traslato altrimenti non si tratterebbe di latino e relativi orpelli filosofico interpretativi.

In camera caritatis: nella camera della carità. Espressione di origine medioevale che identificava la camera con il luogo in cui si gestiva il potere e caritatis il modo bonario con cui esso veniva esercitato. In ogni caso identificava  un posto dove nessuno potesse sentire.  Per questo motivo il detto è spesso usato in relazione ad un rimprovero che vuole essere esposto solo all'interessato

 L'espressione viene anche usata quando si vuole confidare qualcosa che non deve però diventare di dominio pubblico; se una persona afferma: "in camera caritatis, questo l'ho fatto io", significa che effettivamente ha fatto quella cosa, ma negherà ufficialmente con tutta forza di averla fatta.



martedì 28 luglio 2015

Erbe e cure nella medicina del Medioevo europeo

Nell'alto Medioevo, la conoscenza medica si basava principalmente sui testi greci e romani, conservati nei monasteri. Non solo: nell'ottica della carità evangelica nacquero ospedali, in un primo tempo intesi come luoghi di accoglienza per poveri, pellegrini, ammalati, vecchi, neonati o infanzia abbandonata; poi come strutture dedicate alla cura delle malattie, soprattutto con prodotti erboristici

Questa forma di aiuto al prossimo, chiamata spesso "medicina monastica", era considerta come parte del dovere religioso. La Regola di San Benedetto stabiliva  che prima di tutto si doveva porre attenzione ai malati, che dovevano essere serviti in verità, come Cristo. Così tutti i monasteri, sia maschili che femminili, si dotarono di un'infermeria, nella quale cominciarono ad essere accolti pure pazienti secolari. Non a caso, quasi la metà degli sopedali nell'Europa medioevale era direttamente affiliata ad un monastero o ad altre istituzioni religiose. Nacquero anche strutture laiche ad imitazione di quelle religiose, con precise regole di condotta che prevedevano servizi di culto e di carità nella loro routine quotidiana.

 In questo ambito, nel secolo IX, nasce e prende forma la Scuola Medica Salernitana: è la prima scuola laica dell'Occidente, ed ospita studenti e medici di ogni nazione, fra cui molti ebrei; legata inizialmente alla scuola greca, subisce l'influsso arabo, quando Costantino l'Africano traduce dall'arabo i testi di Galeno e Ippocrate, i più studiati della scuola.

MEMENTO: Nei conventi e nelle corti più illuminate si cerca di riprendere in medicina le fila troncate dalla caduta dell'impero romano. Non solo si cerca di reduparare il patrimonio medico precedente, ma si approfondisce la ricerca, attraverso lo studio dei principi curativi delle piante e dei loro principi attivi. Grazie agli scambi commerciali vengono conosciute piante nuove.


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