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mercoledì 29 giugno 2016

Se il tuo gatto beve acqua sporca, tu che fai?

Se il tuo gatto beve acqua sporca tu che fai? Nonostante abbia una bella ciotola di acqua fresca e pura, lui cerca quella sudicia. Perché?

Se il tuo gatto beve acqua sporche, tu che fai?

Durante un lungo periodo di lavori effettuati in casa, ci fu un gran passaggio di muratori, imbianchini, e manovali. Oltre a far diventare la casa l'apoteosi del sudiciume, il mio gatto Nur si arrabbiò moltissimo per quell'invasione di campo, ma non solo, lo trovammo prima a zampettare sul cemento fresco, poi intento a bere l'acqua sporca di calcina........Perché quella schifezza?

Questo, nonostante in casa fosse presente una ciotola colma di acqua pulita. Chiesi al veterinario, il quale mi disse che se l'acqua pulita a disposizione proveniva dal rubinetto, questa poteva essere stata sottoposta a trattamenti chimici, clorata ed avesse un odore caratteristico, che certo non sfuggiva al mio beniamino. Se, invece, l'acqua pulita era stata messa in una ciotola lavata con detersivo, probabilmente Nur ne avvertiva lo sgradevole odore. Detto questo, era facile capire come il piccolo imperatore aveva bevuto fino a quel momento dalla sua ciotola ufficiale solo perché non aveva avuto altra alternativa.

Se fosse stato un gatto randagio, l'acqua delle pozzanghere sarebbe stata molto più invitante: poiché piena di microbi e vegetazione in putrefazione, ricca di materiale organico naturale. In realtà, sebbene dissetarsi con l'acqua delle pozze, potesse essere pericolosa per la sua salute, bisogna ricordare che i rischi sarebbero stati minimi.

Ricordiamoci dunque, che i gatti sono più sensibili di noi ai detersivi, perciò le ciotole lavate col sapone andrebbero sempre ben risciacquate. Inoltre, prima di offrire al nostro "stregatto" l'acqua di rubinetto, lasciamola riposare per un po', cosicché i prodotti chimici in essa disciolti possano dissolversi almeno in parte.

Cerchiamo dunque di non eccedere con l'uso di detersivi o saponi, e, pur usando l'acqua di rubinetto, di informarci, e questo anche per noi stessi, se sia addizionata con sostanze chimiche.


domenica 8 maggio 2016

Dieci strane curiosità sugli animali

Dieci strane curiosità sugli animali che forse ancora non conoscete, ma che sono davvero sorprendenti. Del resto madre natura ha una fantasia e una creatività non comuni.


Se lo squalo bianco è sempre stato simbolo di pericolo sia nell'immaginario che nella realtà,c'è da dire però che i pericoli provenienti dagli squali sono sopravvalutati: questi animali uccidono, infatti, solo dieci persone ogni anno. È invece dieci volte statisticamente più probabile morire sotto le pesanti e goffe zampe di comuni mucche che calpestano mortalmente circa cento persone all’anno.

 E che dire degli scarafaggi? Essi sono un incubo ovunque vadano ad annidarsi. E quanto sono resistenti! Facile sorprenderli in fuga accendendo d’improvviso un interruttore a tarda notte, e che propensione all’accoppiamento. Eppure continua a essere sorprendente fino a che punto essi siano dediti alla riproduzione e al senso di conservazione. Gli scarafaggi sono in grado di vivere fino a nove giorni senza testa perché il loro cervello è localizzato nelle profondità delle cavità del loro corpo. Durante questo ultimo lembo della loro vita non si privano della possibilità di accoppiarsi con altri scarafaggi fertili fino a che non soccombono alla fame.

Se un leone è in preda ai bollenti spiriti non c’è nulla che possa farlo desistere. Durante la stagione degli amori il leone si accoppia con una femmina ogni quindici minuti per una settimana di fila, ciò significa che arriva ad avere circa 672 accoppiamenti. Non è forse un’impresa da Guinnes dei primati? Ma bisogna d’altro canto considerare che il re della foresta si prende una pausa di due anni tra una stagione degli amori e quella successiva.

Alle rane manca invece lo stimolo del vomito che è stato trovato in quasi tutti gli animali, ma fortunatamente quando questi animali sentono il bisogno di svuotare lo stomaco hanno una soluzione. Invece di vomitare ciò che si trova nello stomaco, la rana sputa fuori lo stomaco intero, dopodiché lo ingoia immediatamente facendolo ritornare al suo posto.

Incredibile apprendere che i cervi uccidono all’anno più persone rispetto a quanto facciano ragni, serpenti, orsi e lupi assieme. Spesso, infatti, i cervi si trovano a scontrarsi con delle auto per strada e questa è la ragione per cui uccidono più persone annualmente di qualsiasi altro animale.

Tutti sanno che i lupi cacciano in branco e che la comunicazione a lunga distanza è fondamentale per la buona riuscita della caccia. Dato che questi animali cacciano perlopiù in zone di montagna dove gli ululati sarebbero vulnerabili alle distorsioni dell’eco, essi ululano a una frequenza che non ha eco. I lupi riescono così a localizzare esattamente i loro compagni di caccia e a stanare le prede colte di sorpresa.

Chi non ha mai sognato una volta di saltare di liana in liana come faceva Tarzan e come fanno gli oranghi? Sappiate però che quasi tutti subiscono serie cadute durante la loro vita. Il risultato è che il 50% degli oranghi adulti ha delle ossa fratturate in qualche parte del corpo.

I molluschi invece quando vengono al mondo sono di sesso maschile. Per combattere questa condizione sessualmente improduttiva hanno sviluppato l’abilità di cambiare il loro genere, da maschile a femminile. Una volta intrapreso il cambiamento, esso è irreversibile.

Il picchio colpisce il legno con la testa alla velocità di 20 beccate al secondo; viene, dunque, naturale pensare che avrebbero bisogno di teste fatte d’acciaio per sopravvivere. E invece la verità è che le teste dei picchi sono relativamente morbide. Questi uccelli nascono con una massa soffice e simile a una spugna dietro al becco che ha la funzione di assorbire lo shock creato dal continuo beccare.

E' logico pensare che gli elefanti producano molti escrementi, ma l‘effettiva quantità di sterco giornaliero di un elefante adulto è davvero impressionante. Un elefante di media grandezza espelle circa un centinaio di chili di letame ogni giorno, quasi lo stesso peso di un elefante appena nato che, in genere, oscilla tra i 77 e i 113 chili.


lunedì 18 aprile 2016

Contrastare lo stress: manipolare oggetti rotondi

Qualunque sia la causa che lo procura, lo stress è sempre dannoso alla nostra salute, ma spesso non siamo così bravi a tenerlo sotto controllo, poiché in alcuni casi, il suo livello va oltre la soglia di sopportazione. Che fare? Manipolare alcuni oggetti può darci un valido aiuto.

Sappiamo tutti quanto sia dannoso lo stress,  ma pur sapendo benissimo quanto sia nocivo, non siamo altrettanto bravi a tenerlo sotto controllo. Nei momenti in cui però il picco di stress supera il limite consentito, un modo per tamponare il degenerare della situazione c'è: stringere nel palmo della mano una pallina, due biglie, un animaletto imbottito di semi o gommapiuma. La pressione ripetitiva che esercitiamo, permette la distensione delle articolazioni delle dita contratte.


Nella mano sono moltissime le terminazioni nervose e come ci insegna la medicina cinese, attraverso i principi dell'agopuntura, proprio all'intersezione delle linee della mano passa un meridiano chiamato  "il maestro del cuore", che, a partire dal torace è l'ottavo punto dell'agopuntura. Se riusciamo a praticare un massaggio a questo meridiano mediante l'utilizzo di oggetti rotondi, si ottiene un benessere fisico immediato e la stimolazione dell'energia, distogliendo l'attenzione dall'ansia.

Se amate gli animaletti imbottiti di microbiglie o in gomma il costo si aggira  tra i 4,57 e i 10 Euro, oppure in commercio trovate le classiche due biglie metalliche antistress del diametro di 4 cm, il cui costo è di circa 10 euro.

mercoledì 13 aprile 2016

Usare l'Aloe per i nostri amici pelosi

Conosciamo tutti gli straordinari poteri benefici dell'Aloe per la salute del nostro organismo. L'Aloe non fa bene solo alle persone ma è straordinariamente benefica anche con i nostri amici a quattro zampe. Oggi spieghiamo come usarla

Conosciamo ormai tutti i benefici dell'aloe per noi e per il nostro benessere sia che venga utilizzata internamente che esternamente. Possiamo trovarla ovunque nelle erboristerie e nei negozi di alimentazione biologica, soprattutto nella sua forma di succo e gel. Ma perché non usarla anche per nostri amici animali? Cani, gatti, uccelli, cavalli e anche gli animaletti che vivono in gabbia possono trarre beneficio dalle proprietà benefiche dell'aloe. 


Se somministrata per via interna ai nostri amici,  l'aloe (in succo) combatte la stanchezza cronica e migliora la funzionalità dell'intestino agendo come purificante e disintossicante. Va bene anche  nelle convalescenze, per gli animali anziani, nei casi in cui il pelo è opaco e la cute alterata (troppo secca o troppo grassa). Un po' come per noi stimola il loro metabolismo soprattutto in estate quando stanchezza o alte temperature ficcano l'organismo.

Durante la stagione estiva in particolare, quando c'è mancanza di appetito, l'aloe è estremamente utile perché fornisce quelle sostanze che vengono a mancare a causa della scarsa alimentazione. Oltre ad essere immunostimolante, contiene in alta percentuale vitamine, aminoacidi e minerali che agiscono come ricostituenti. Al palato umano non ha un buon sapore, però generalmente gli animali la gradiscono per cui non è difficile da somministrare.

Versare 10 gocce di succo d'aloe nel beverino o nel biberon degli animali da gabbia; basta un cucchiaino per il gatto e per il cane piccolo, e somministrarne un cucchiaio da tavola per il cane di taglia grande. Per uso esterno il gel di aloe è ottimo per curare piaghe, eczemi e ferite.

venerdì 11 marzo 2016

Cani e Gatti: rimedi naturali ai Reumatismi

Anche i nostri cani e i nostri gatti con l'età possono soffrire di dolori articolari e reumatismi, l'età non perdona nessuno. Quindi sia per prevenire che per aiutare i nostri amici possiamo come sempre, far ricorso agli aiuti che la natura ci offre. 

Per far sì che le articolazioni, i legamenti, i tendini si mantengano (nei soggetti giovani) o ritornino, nei limiti del possibile ad essere elastici (nei soggetti anziani) si possono fare diverse cose: innanzitutto il movimento, passeggiate lunghe e serene, fanno bene al corpo e alla mente. E, in seconda battuta i rimedi naturali.

Per combattere dolori e reumatismi si può ricorrere alla Boswellia serrata, da cui si ricava l'incenso. Se ne usa l'estratto che si ottiene dalla resina della pianta in cui sono presenti acidi boswellici che agiscono inibendo alcuni enzimi coinvolti nelle infiammazioni articolari e muscolari. La Boswellia si somministra da sola sotto forma di estratto secco o con l'artiglio del diavolo: di cui si usa la radice, nota per i suoi effetti analgesici e antipiretici. Di entrambi i rimedi si somministrano 20 mg di estratto secco ogni 10 kg di peso per 1-2 volte al dì.

domenica 28 febbraio 2016

CIBALINO & C.

Ovvero degli asini del Poggio
21 Aprile 2007



Nello splendido agriturismo in cui lavoro, vivono beati tre asini maledettamente furbi.

Nelle ultime due settimane, i miei amici dalle lunghe orecchie, se ne sono andati in giro in lungo e in largo per la struttura, divorando arbusti, fiori, erba fresca e non, fieno, pellet, croccantini per cani e gatti... 

Proprio due giorni fa, mentre ero intenta e concentrata sul mio lavoro d'ufficio, ecco che sento uno strano scalpiccio, seguito dai feroci latrati di Camilla. Corro fuori e in chi mi imbatto? Nei miei amichetti, che sfacciatamente si erano accomodati in veranda (vale a dire sulle mattonelle di cotto) in contemporanea all'arrivo dei clienti per la colazione: TRADIMIENTOOOOO!!!!

Ho afferrato il capofila per la cavezza (o meglio per quello che rimaneva della cavezza) e con modi gentili ho cercato di accompagnarlo nel pratino sottostante, parlandogli in maniera dolce e persuasiva, ma Cibalino (così lo chiamo io) non ne voleva assolutamente sapere, dato che aveva subodorato croissant caldi con granella di zucchero. Abbiamo iniziato un curioso tira e molla, io tiravo da un lato e lui dall'altro, improvvisando un interessante teatrino per la clientela, che, invece di accomodarsi a tavola a fare colazione, se ne stava divertita a godersi lo spettacolo, cosa che ha mandato fuori di testa la governante

Alla fine tirando io da un lato e spingendo la governante dall'altro, siamo riuscite a spostare i gitanti nel giardino, i quali, non paghi di averci fatto sudare le sette camicie, hanno inseguito al piccolo galoppo il nostro chef, che ignaro di ciò che era accaduto, coglieva i carciofi nell'orto. 
Per cercare di dare una parvenza d'ordine allo sfacelo incombente, armata del mio inseparabile telefono portatile e avvalendomi della presenza della fida Camilla, ho seguito i picari nell'orto, anche per assicurarmi che lo chef fosse ancora vivo dopo la carica asinina e cosa vedono i miei occhi?

 I tre moschettieri avevano infilato la testa nella cassapanca in cui tengo gli effetti privati del mio biondo destriero, e tiravano fuori brusca, striglia, coperta invernale...Avevo le lacrime agli occhi: quale mai peccato dovevo scontare con la pena del contrappasso? C'era ormai solo una cosa da fare, avvicinarli alla rotoballa di fieno e parcheggiarli lì per il resto della giornata in attesa di istruzioni dai piani alti. E così a fischi, io avanti e loro dietro e rigorosamente in fila indiana, siamo arrivati alla rotoballa dove, per la pace di tutto lo staff, Cibalino e C. si sono arresi.

martedì 3 novembre 2015

Come usare l'olio di neem per la cura degli animali

Ieri abbiamo visto come usare l'olio di neem per la cura di pelle e capelli. Oggi continuiamo a trattare l'argomento e vediamo come possiamo usare questo utilissimo olio anche per la cura dei nostri amici pelosi. Negli animali domestici infatti questo olio è utile al rafforzamento del sistema immunitario, mantiene la pelle sana e il pelo lucente e vigoroso. Ma non è tutto, perchè proprio per le sue proprietà antiparassitarie, il neem contribuisce a tenere lontane  le pulci e altri parassiti.

Come usarlo dunque? Potete aggiungere l'olio di neem allo shampoo che usate per la toelettatura del vostro amico a quattro zampe, basteranno infatti poche gocce unite allo shampoo. Grazie alla sinergia delle sue qualità, andrete a lenire eventuali irritazioni e contemporaneamente farà da repellente contro pulci e zecche e nutrirà il pelo.

Se il vostro animale ha problemi di pelle, come funghi o punture di insetti è possibile usare uno spray al neem direttamente sulla zona interessata, oppure potete sempre ricorrere allo shampoo aspettando una diecina di minuti prima di risciacquare. Assicuratevi, comunque, di utilizzarlo diluito, ad esempio in un altro olio, come quello di mandorle, massaggiando delicatamente l’animale. E' sempre bene tenere sotto controllo l'animale per vedere se dovessero esserci eventuali reazioni irritanti.


sabato 24 ottobre 2015

Nur

Sono passati quattordici anni, un soffio. Eri un piumino di seta nera, dal passo felpato e con una buffa coda di volpe a quota periscopio che esplorava tutti gli angoli più reconditi e irraggiungibili della casa.
Ci hai completamente stregato con il fascino del mistero e della riservatezza che ti caratterizza, con l'aria di sufficienza con cui ci osservi, mentre siamo intenti nelle nostre varie attività casalinghe, alle quali partecipi con azioni varie di disturbo e raid improvvisi, galoppandoci contro e sgommando sul pavimento, orecchie piatte sulla nuca, occhi a cinese e ruggito in gola.


Hai cominciato a comunicare non molto presto, non prima di aver studiato i nostri modi, il nostro carattere e approfittando dell'amore e delle attenzioni che ti dedichiamo ventiquattro ore su ventiquattro. Quindi sei passato a palesare verbalmente ogni tua richiesta, emozione, irritazione, modulando in maniera perfetta la tua voce e scegliendo come tuo referente babbo, lasciando per lui un posto speciale nel tuo cuore


Rido se penso alla forte attrazione che hai per i tessuti bianchi e odorosi di ammorbidente, sui quali ti adagi morbidamente con un lieve sospiro, coprendoti gli occhi con quella coda volpona "guatandoci" da lontano e di sottecchi. Del resto ti infili nei posti meno graditi da mamma, che dopo averti cercato per ore passando da una stanza all'altra, sotto i mobili, dietro le tende, in terrazza….ti trova dentro il pilozzo, mentre una singola goccia d'acqua ti cade a intermittenza in testa (non è forse un esperimento scientifico?). Per non parlare della magnetica attrazione per i letti….lì sì che ci si può stendere, ribaltarsi a pancia in su senza tema di disturbo, a meno che non sia una coperta fatta all'uncinetto, nel qual caso il disturbo è nostro.


Quando siamo seduti a tavola, colazione, pranzo o cena, hai il tuo posto accanto a babbo e di quando in quando, allontanandoti dalla tua postazione, girelli o promuovi manifestazioni di dissenso facendoti trovare sul tavolino di cristallo accanto ai soprammobili, sulla tastiera del computer, o sopra la tavola da stiro; certamente in quelle occasioni qualcuno si muove. In caso di nostra indifferenza passi all'azione graffiando tutto ciò che ti capita a tiro. 


Di casa nostra sai tutto, se uno di noi sta male lo assisti per giornate intere facendogli compagnia ai piedi del letto allontanandoti solo per un breve spuntino o un passaggio alla toilette.
Ma solo io posso prenderti in braccio come se tu fossi un bambino in fasce e cullarti mentre socchiudi maliziosamente gli occhi e un profondo, liquido rumore di fusa ci ipnotizza.


Per quanto tu sia casalingo, so bene che la tua natura è profondamente selvatica e se ti lasciassimo libero ti daresti alla macchia, come il leggendario brigante Tiburzi, o il più fantomatico "Nebbia". Prova ne è stata che il tuo istinto di cacciatore incallito, ti ha fatto volare dal quarto piano dietro uno stupido pipistrello, per fortuna senza gravi ripercussioni, e ti ha suggerito di nasconderti nel più isolato scomparto dell'armadio per mezza giornata mandando le nostre menti in pezzi.
In qualunque posto mi trovi, appena telefono a casa, la prima domanda è rivolta a sapere di te, cosa fai, dove sei, se ne hai combinata una delle tue e di solito l'esito è positivo con mio grande divertimento.


Ho scelto per te il nome che mi sembra rispecchiare al meglio il tuo carattere e le tue origini orientali, e ti ho chiamato Nur ed-Din, per gli amici Nur.
Ora nostro amatissimo amico riposi sereno sotto un manto di viole e ciclamini, all'ombra degli alberi nel bosco di Fenice Capanne con il cinguettio degli uccelli che ti fa compagnia.



giovedì 27 agosto 2015

Dedicate del tempo agli animali domestici, un consiglio a settimana per migliorare la propria vita e quella altrui

Questa settimana proponiamoci di dimostrare il nostro afffetto e dedicare qualche attenzione in più agli animali che ci tengono compagnia ogni giorno e aiutare tutte bestiole che non hanno una voce per esprimersi. 

DEDICHIAMO DEL TEMPO AGLI ANIMALI DOMESTICI
  • Molti di noi hanno una cane, un gatto o un altro animale domstico. Gli vogliamo bene, certo, ma quante volte gli dedichiamo un po' di tempo per dmostrargli quanto teniamo a lui, per parlargli e sopratutto per ascoltarlo?
  • Dare affetto al nostro beniamino non è solo una meravigliosa ricompensa: studi scientifici dimostrano infatti che interagire con i nsotri animali fa bene alla salute
  • Gli animali possono insegnarci fondamentali lezioni di vita. Non importa se li trascuriamo e li lasciamo soli per ore: loro ci ripagano sempre con una dose infinita di amore e affetto, e  ci perdonano qualsiasi cattiveria. 
  • Spesso dietro un cane , un gatto, un canarino si nasconde una missione: insegnarci a donare al mondo amore incondizionato. Se abbiamo un animaletto, questa settimana dedichiamogli un momento speciale: ascoltiamolo, preatiamo particolare attenzione quando ci guarda, cerchiamo di capire cosa ci sta dicendo, prendiamo nota dei suoi pensieri e dei nostri a trarne ispirazione
  • Anche se non abbiamo una bestiola tutta nostra, cogliamo l'occasione per andare a visitare un ricovero per animali o qualcuno che non può accudire il proprio animaletto perchè è malato. Offriremo un sostegno prezioso a una creatura che non può esprimersi a parole e che non viene udita per chè nessuno l'ascolta
  • Ricordiamo alcune azioni hanno tanto più valore quanto più richiedono impegno. Ai gesti d'amore che rivolgiamo al prossimo seguono sempre grandi ricompense
  • Prendiamoci dunque un po' di tempo per considerare e apprezzare la gioia e l'affetto che gli animali portano nella nostra vita. lasciamo che ci insegnino a donarci a loro e a tutte le creature indifese.

sabato 11 luglio 2015

Il mix di fiori di Bach per i traumi: Rescue Remedy o Rimedio d'emergenza

Il Rescue Remedy o Rimedio di Emergenza è una miscela di fiori, costituita da Rock Rose, Impatiens e Clematis, Cherry Plum e Star of Bethlehem. Un “elisir”, un mezzo di pronto soccorso terapeutico in tutte le condizioni di emergenza, dal trauma fisico (per esempio un mal di testa) a quello psichico, e anche dal lutto, all’abbandono, alla perdita, agli esami da sostenere, al post partum.


Grazie a questo rimedio si hanno benefici immediati come la calma, la serenità, il sollievo, la sicurezza, il riequilibrio delle energie interiori nelle situazioni di stress o particolarmente impegnative. Inoltre, aiuta a ridimensionare la paura e il nervosismo. Il Rescue Remedy è indicato nelle situazioni di emergenza, per coloro che sono sotto shock o infortunati, o per le persone che vivono accanto a queste.

E' un rimedio universale e può essere utilizzato anche per le piante  (quando si rinvasa, si sposta o si trapianta, oppure anche quando la pianta ha sofferto uno stress termico o di scarsità di acqua) e per gli animali (quando hanno subito un trauma, sono impauriti, terrorizzati o prima di un intervento chirurgico). Mix floreale prezioso per coloro che soffrono di tachicardia e attacchi di panico (o poco prima o in corso), che hanno subito uno shock, che in macchina soffrono il traffico o per coloro che si sentono agitati prima di un impegno importante (colloquio di lavoro, esame, meeting, etc.).



venerdì 29 maggio 2015

Tutti gli animali della pet therapy

Forse non tutti sanno che i benefici della pet therapy furono ipotizzati negli anni sessanta, da uno psichiatra infantile, Boris Levinson. Secondo lui infatti il legame che poteva crearsi fra una persona ed un animale era tale da poter innescare il meccanismo di una guarigione psichica più veloce e di conseguenza anche quella fisica. Ora ai nostri giorni la pet therapy è universalmente accettata e scientificamente riconosciuta, ampiamente utilizzata negli ospedali, nelle case di riposo con il fine di facilitare una guarigione, un recupero, per dare un conforto.


Levinson osservò infatti che molti erano i benefici derivanti dal prendersi cura di un animale sia che lo faccia un soggetto sano sia che il soggetto sia malato:  ansia, depressione e stress diminuivano considerevolmente in favore di uno stato psico-fisico decisamente migliore, soprattutto tra i bambini e le persone anziane.

Pensiamo alle persone anziane, che possono avere grandi benefici dalla visita di un animale perchè scuote la routine della loro vita stimolando interesse e consapevolezza del trascorrere del tempo e crea una relazione e un'interazione altamente benefica. Se poi si tratta di persone anziane colpite da malattie degenerative come Alzheimer oppure da demenza senile, si possono osservare in questi momenti dei "risvegli" inaspettati, che donano alla persona brevi lassi di tempo di lucidità.

La pet therapy ha come obiettivo quello di  stimolare il soggetto a rendersi indipendente, andando ad agire sul senso di autonomia e di responsabilità. Nell'ippoterapia ad esempio,  ci si rivolge a persone in buona salute ma con un ritardo psicologico o si possono seguire stage volti al miglioramento del benessere psicofisico individuale. Il confronto con un animale più grande e più forte di noi permette di lavorare sulla fiducia e di lasciarsi andare liberandosi dallo stress.

In alcuni casi è possibile che una casa di riposo possa adottare un animale da compagnia, magari piccolo e poco impegnativo. Gatti e roditori di solito si rivelano una scelta ottima. Ciò che la pet therapy vuole ottenere  è l'accrescimento della fiducia in se stessi, anche se condizionati da una malattia  o limitati nelle più comuni attività quotidiane: prendersi cura di un animale, che sia un cane, un gatto, un cavallo, un asino o un delfino, aiuta a sviluppare la consapevolezza di dover prendersi cura di se stessi in maniera adulta e responsabile. Anche dopo un incidente o durante il decorso di una malattia degenerativa.

Anche se i cani guida non vengano considerati come parte di un progetto di pet-therapy, non vanno dimenticati per l'aiuto e l'assistenza che forniscono alle persone non vedenti. Grazie infatti all'intelligenza e alle doti empatiche di questi animali ogni anno migliaia di non vedenti nel mondo recuperano autonomia e indipendenza nella vita di tutti i giorni.


sabato 14 marzo 2015

Maltrattamento Animali negli Allevamenti intensivi: il sessatore di pulcini

Sicuramente avrete più volte sentito la frase: "E' un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo" e premetto che nel mondo di oggi, considerando la crisi ecomica e la conseguente mancanza di lavoro per sopravvivere è necessario adattarsi. Però vi sono certi tipi di lavoro che sono davvero raccapriccianti, nei quali si esplica il maltrattamento animale e questo è crudele e inumano. Sto parlando del "sessatore di pulcini", una pratica che io considero davvero macabra.

Il sessatore di pulcini è colui che esplica la propria mansione negli allevamenti di polli, quelli intensivi: consiste nel selezionare ogni giorno migliaia di pulcini a cui vengono controllati i genitali. Si devono distinguere le femmine dai maschi, cosicchè le femmine vengano avviate all'allevamento per la produzione di uova, mentre i maschi se non ritenuti idonei alla produzione di carne, vengono scartati e uccisi gettandoli vivi in un tritacarne.

Attualmente in questo settore si stenta a trovare personale che faccia questo lavoro, che come ampiamente dimostrato in Gran Bretagna viene pagato molto bene: 40.000 sterline l'anno (circa 55.000 euro) per un monte ore giornaliero di 12 ore. Secondo gli esperti del settore il problema sta nella natura del lavoro, poichè il sessatore di pulcini deve essere ingrado di valutare tra gli 800 e i 1.200 pulcini l'ora (cioè dai 3 ai 5 pulcini al secondo) ed è necessario garantire una precisione del 97/98%, e per il tempo necessario a completare un ordine, che, come accennato prima può arrivare a 12 ore di lavoro. Pensate che per diventare sessatore ci voglio tre anni di formazione e nessuno è più disposto a farlo e meno male.

Inoltre si deve considerare il fatto che chi fa questo lavoro, dopo un po' di tempo diventa totalmente insensibile al fatto che ha fra le mani degli esseri viventi, con tutte le conseguenze del caso. Non sarebbe forse giunto il momento di dire basta agli allevamenti intensivi, basta a queste pratiche crudeli e macabre, e dare una svolta vera e concreta e praticare mestieri eticamente degni di questo nome contrastando la crisi economica e la disoccupazione rivolgendosi ai settori verdi che necessitano di espansione?



mercoledì 11 giugno 2014

Tecniche terapeutiche | Varie

Valentine Greatrakes, vissuto in Irlanda nel secolo decimottavo, usava questa tecnica terapeutica magnetica mediante quella che viene solitamente chiamata «imposizione delle mani »; e ricevette una piccola pensione dal governo britannico come riconoscimento della sua opera. Padre Giovanni di Kronstadt, un sacerdote della Chiesa ortodossa, non fu altrettanto fortunato: si esaurì tanto che morì in seguito all'attività terapeutica. Sia Greatrakes che padre Giovanni ritenevano che il potere che usavano non fosse loro, e che essi ne fossero semplicemente un canale. Perché, allora, si esaurivano?

La risposta è che, sebbene possa esistere una riserva inesauribile, se i canali in cui il potere viene attratto nella personalità umana del guaritore non sono sufficientemente liberi ed aperti per permettere il flusso necessario, vi sarà un graduale esaurimento delle energie personali del guaritore, e l'unica soluzione, almeno a breve termine, consisterà nell'interrompere !'attività fino a quando si è rinnovata la riserva di energie. La terapia magnetica viene praticata solitamente mediante i «passi» eseguiti con le mani sul corpo del paziente, o con 1'« imposizione delle mani» o con l'uso di «oli risanatori ».

Arriviamo ora a un punto interessante nello studio di queste energie eteriche. L'aura eterica non riceve soltanto le forze, ma le trasmette, e le energie che fluiscono attraverso essa possono venire dirette verso altre cose non solo verso i corpi umani. Gli animali possono trarre beneficio dalle forze dirette verso di loro tramite l'aura eterica, e altrettanto possono fare gli esponenti del mondo vegetale.  Ho parlato dell'energia che il colonnello Olcott traeva dai pini: ma non si tratta di una circolazione a senso unico. Come possiamo trarre energia dalle piante e dagli alberi, possiamo trarla da noi quando essi, a loro volta, hanno bisogno di tale aiuto. Sono stati effettuati molti esperimenti sul potere, posseduto da alcuni esseri umani, di influire in bene o in male sulle vite delle piante; e può darsi che quanti possiedono il tradizionale « pollice verde» siano individui con il potere di trasmettere tali energie a un membro sofferente del regno vegetale.

Il fatto che non siano consci del loro potere non conta affatto; anzi, spesso è uti1e, poiché la loro mente conscia per il momento è fuori causa, e il subconscio ha la possibilità di mettere in azione il meccanismo eterico. Le energie eteriche, tuttavia, non vengono trasmesse esclusivamente a esseri umani, animali e piante. Possono venire anche usate per «caricare» oggetti inanimati, come pietre, gemme, oli e cosi via. Allora tali oggetti agiscono come una sorta di batteria magnetica, e riversano la loro carica d'energia a seconda della necessità.

Quando la « carica» o « magnetizzazione » viene effettuata da qualcuno che ne comprende i principi, allora l'oggetto caricato non diventa una batteria che si scarica fino all'esaurimento, ma si collega alle energie universali, e quindi rimane carico e potente ai fini terapeutici o per lo scopo cui era originariamente destinato. Nella Chiesa cattolica l'Oleum Infirmorum, l'olio per i malati viene benedetto dal vescovo nella cattedrale il Giovedì Santo, per essere usato l'anno successivo. Comunque, un olio risanatore può venire preparato da chiunque comprenda il principio della magnetizzazrone.

domenica 24 novembre 2013

SONO IO


 Se qualcuno mi chiedesse di descrivere me stessa credo che mi troverei in difficoltà. E' difficile per me dire chi sono, dare voce con parole alla complessa essenza di me stessa. Mi soffermo ad ascoltarmi, ad osservarmi dentro, e a volte "non so dove sono stata e non so dove andrò".
Aspetti contraddittori si coniugano nel mio carattere: sono solare, estroversa, luminosa, facile al sorriso, ma talvolta oscura anche a me stessa, e queste dicotomie fanno di me un personaggio dal carattere complesso, nel quale scopro sfaccettature che mi intimidiscono, perchè luce e buio nei miei pensieri si mischiano in grigi dai cromatismi sconosciuti.
Eppure sono così interessata a tutti gli aspetti della vita siano essi felici o meno, e rifletto, riflessione che mai si interrompe pur nei momenti peggiori, riflessione con ironia, riflessione con disappunto.

Amo la compagnia e adoro la solitudine, compagnia, non bagni di folla, il piacere semplice della condivisone con le persone che amo e che fanno parte della mia vita, ma poi c'è il bisogno di star sola, di ricerca di angoli silenti e appartati, della nicchia protettiva che mi isoli da voci e rumori, dove io sola posso sentire l'onda del respiro che scende dentro di me. E non v'è spazio per nessuno, solo io con sua maestà la solitudine, imperatrice dei miei sensi, carceriera di emozioni che vagano e vivono nella penombra del mio io.  Troppe le mie contraddizioni, come il bianco e il nero, la luce e il buio, il riso e il pianto, la bontà e la cattiveria, la rabbia e la calma.
E poi ci sono  il mare e la campagna, da cui tutto proviene e a cui tutto ritorna, nelle onde, nelle foglie, nella schiuma e nella terra, nei mille blu dell'oceano mare e negli infiniti arcobaleni di alberi,  fiori, e abitatori.
E sono io ancora con l'amore per gli animali, cresciuti nel mio dna e vissuti con lo stupore di chi vede per la prima volta il miracolo della creazione, e i cavalli, angeli custodi delle anime tormantate dagli ossimori dell'esistenza come la mia.
Sono io, così come sono, viva, in questo mio universo in epansione, in tutti i mondi che ho creato, in  tutte le multiformi immagini che mi contraddistinguono. Sono io.

martedì 30 ottobre 2012

Ricordi nelle gocce di pioggia

27/10/2012
Piove, il cielo sembra riversare su di noi la sua disperazione. Tutto assume le sfumature del grigio: le nuvole plumbee, l'acqua che cade, le strade, i palazzi, gli alberi. L'acqua che bagna la terra ha il suo caratteristico odore e all'improvviso ho chiuso gli occhi e ho pensato che in giornate come queste sono tre le cose che si possono fare: infilarti sotto le coperte con qualcuno e morire di coccole, farti una scorpacciata di film cult a "baco" sul divano; o liberare la mente. La mia è partita da sola ed è andata indietro nel tempo e nei ricordi proprio ad una giornata d'autunno come questa.
Nonostante il diluvio ero andata al maneggio dal mio cavallo (sperando di poter montare) , ma, data l'inclemenza del tempo, optai per regalare al mio rosso destriero una seduta di toilettatura personalizzata, scopo: totale rilassamento.

Lifar

Così mi infilai nel suo box, accolta da un sommesso e accogliente nitrito (mai musica è stata più gradita alle mie orecchie) e spiegai a Lifar le mie intenzioni. Cominciai dagli zoccoli naturalmente, pulendo accuratamente l'interno del fettone e assicurandomi che fosse morbido, i glomi e, passando alla parte esterna, spazzolai con energia fino alla corona dando poi la consueta mano di grasso. Accoccolandomi accanto alle sue gambe per eseguire al meglio la mansione, Lifar mi posò sulla testa il suo naso, respirandomi sui capelli e facendomi un lieve solletico con i peletti della barbozza (nemmeno un massaggio ayurvedico poteva rilassarmi tanto). Passai dunque ad una profonda strigliatura per togliere polvere e peli in eccesso, alla brusca per lisciare e al panno per lucidarlo e mi venne in mente che, fra le sue cose avevo lasciato dell'olio di arnica per massaggi (che ogni tanto usavo per me quando si presentava qualche contrattura muscolare) e decisi di fare un bel massaggio al mio focoso equino, partendo dal garrese lungo la colonna vertebrale fino alla groppa e alle reni. Fu efficace al massimo perchè Lifar fece un gran sospiro e chiuse gli occhi. 

Gli massaggiai dunque anche collo e gambe, soffermandomi sempre a controllare i tendini dello stinco e i nodelli. Con una spugna appena umida pulii delicatamente gli occhi e il naso e constatai che era giunto il momento di passare a coda e criniera. La coda di Lifar era color rame scuro con qualche crine bianco e nero, tutta ondulata e lunga fino a terra. Per strigarla meglio presi l'olio per neonati e la pettinai con il pettine a denti radi, ciocca per ciocca fino infondo: non aveva neppure un nodo.

Feci lo stesso con la criniera, mi ero sempre rifiutata di tagliarla più corta, a me piaceva lunga, ondulata e selvaggia. Il respiro regolare e profondo di Lifar che si godeva questo inaspettato regalo da SPA di lusso mi aveva calmato e addolcito (riusciva solo a lui), c'era solo il suo respiro, il mio respiro e le mie parole per lui, e il rumore della pioggia. Basta. Nient'altro.

Lifar guardava la pioggia cadere dalla finestra del box, e il suo sguardo, di solito così focoso, brillante, presente, sembrava guardare su un altro mondo. Ma quale? Glielo chiesi (io con Lifar parlavo sempre) e lui mi leccò il mento. Questa volta non mi rispose come faceva di solito e io per un attimo ebbi la sensazione che tutto stesse per finire, forse semplicemente perchè se qualcuno mi avesse chiesto se ero felice, non avrei potuto rispondere che sì, perchè non mi mancava nulla, avevo tutto quello che desideravo: Lifar, non esisteva altro.
E ora mio rosso destriero tu, galoppi da solo in verdi praterie di luce e io per poterti toccare ancora una volta, non posso fare altro che annusare ad occhi chiusi una ciocca della tua criniera che poggia delicatamente sullo scaffale più nascosto e protetto della mia camera.


domenica 28 ottobre 2012

Camilla



Camilla mi aspetta fuori dalla porta dell'ufficio, attenta a tutto ciò che accade in giardino e nel parco; non le importa del vento, la sua spessa pelliccia la protegge da ogni aggressione. Fra le potenti zampe una pina resinosa, e di fianco Petunia che bussa insistentemente alla mia porta perché vuole schiacciare un pisolino sul tappeto. "L'albero del santo" nel parco scuote le sue coccole al vento furioso che imperversa da ieri sera, mentre sulla mia testa, le solite nuvole portatrici di pioggia (Iuppiter pluit) vagano senza meta alla ricerca di un buon posto per piangere.
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